BATTESIMO DI CRISTO
Оригинальный размер изображения Предпросмотр

ALESSANDRO TURCHI, detto ORBETTO o VERONESE

BATTESIMO DI CRISTO

Inizio del 1630 anni

olio su rame

52 х 63 cm

Inv.: 142

Si osserva la firma sul sasso vicino al piede di Giovanni Battista: «ALEXANDER VERONENSIS F.».

Il soggetto evangelico è quello riportato in Mt 3,13-17; Mc 1,9-11; Lc 3,21-22.

Firmato dall’autore, il dipinto della collezione del Museo Puškin è un esempio della cosiddetta maniera chiara del pittore veronese, che si era acquistato ampia notorietà soprattutto con i suoi «notturni», dipinti su ardesia e raffiguranti in primo luogo soggetti religiosi con un’illuminazione artificiale o notturna.

Si conoscono anche altre varianti di questa composizione, che si trovano al Museo di Girona (in deposito al Museo del Prado a Madrid) e in una collezione privata; quest’ultima in passato era stata pubblicata con l’indicazione che si trovava nella Galleria Voena a Torino (Pulini 1996, fig. 23, 25).

Singoli motivi e figure di questi quadri si ripetono, benché l’impostazione complessiva di ogni opera sia diversa. Nel quadro della collezione privata, su tela e di misure relativamente grandi, la figura dell’angelo a destra è dipinta nella stessa posa del quadro moscovita. L’opera della collezione del Museo Puškin, cronologicamente la prima delle tre, venne dipinta all’inizio degli anni trenta del XVII secolo. Nell’aspirazione dell’artista al rigore della soluzione compositiva, come pure nella gamma coloristica si percepisce chiaramente l’eco di contatti abbastanza stretti con l’ambiente classicista di Roma, dove la sua arte era grandemente apprezzata.

Le opere di Alessandro Turchi avevano grande successo in Francia e appartenevano alle più famose collezioni. Mentre il quadro del Museo Puškin proviene dalla collezione Crozat di Parigi, la sua variante, che si trova attualmente in una collezione privata italiana, nel XVII secolo apparteneva al cardinal Richelieu. L’arte del maestro veronese, che sa unire uno stile classicheggiante al «naturalismo» e alle tradizioni coloristiche della pittura dell’Italia settentrionale, ebbe grande influsso sugli artisti francesi.

Provenienza: Nel 1772 fu acquistato dalla collezione Crozat, Parigi, per l’Ermitage; nel 1862  fu ceduto al Museo Rumjancev; dal 1924 è al Museo Puškin.

Materiali d’archivio: Tronchin 1772, n. 123; Cat. Ermitage 1773, n. 938; Cat. Ermitage 1797; Inv. Ermitage 1859, n. 2595.

Mostre: 1961 Mosca, cat. p. 61.

Bibliografia: Cat. Crozat 1755, N. 22 (qui e di seguito: Alessandro Varotari, soprannominato Padovanino); Cat. Ermitage 1774, p. 80, n. 938 (qui e di seguito: Turchi); Labensky 1838, p. 227; Cat. Museo Rumjancev 1862, p. 18, n. 168; Cat. Museo Rumjancev 1915, p. 223, n. 599; Brenzoni 1939, XXXIII, p. 485 (menzionato come Adorazione dei pastori); Stuffmann 1968, p. 72, n. 115, ill.; Markova 1992, p. 195, ill.; Cat. Museo Puškin 1995, p. 206, ill.; Pulini 1996, p. 169, fig. 24; Scaletti Kelescian, in Alessandro Turchi 1999, p. 29, 158 (fig. 32); Markova 2002, II, pp. 328-330, n. 293.

Сайты Музея