MADONNA CON SANTI E ANGELI. ANNUNCIAZIONE. ADORAZIONE DEI MAGI. CROCIFISSIONE
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ANDREA BONAIUTI (o BONAIUTO), detto ANDREA DA FIRENZE

e bottega

MADONNA CON SANTI E ANGELI. ANNUNCIAZIONE. ADORAZIONE DEI MAGI. CROCIFISSIONE

Trittico portatile

Anni 1370

tempera su legno, doratura

90 x 62,5 (tavola con cornice originaria). Misure dei singoli scomparti: centrale, 54 x 28; laterali, 54 x 14

Inv.: 232

Il supporto è costituito da tavole di pioppo; nella composizione centrale la tavola è composta di due pezzi (larghi rispettivamente 12 e 18,5 cm), gli sportelli laterali sono costituiti da pezzi unici. Si rilevano elementi ornamentali incisi nei nimbi, nelle vesti e nel tappeto, e sulle cornici dei singoli scomparti. Al centro in alto è andato perduto un frammento di cornice originaria a forma di trifoglio.

In passato la composizione centrale del trittico subì bruciature di candela, e sotto i rifacimenti si osservano tracce delle bruciature subite dal supporto; in queste aree lo strato pittorico venne asportato, e in un’epoca non precedente la metà del XIX secolo furono dipinti la scena del Natale, e i medaglioni sulla predella.

I circoli dei nimbi, parzialmente visibili sopra la raffigurazione del Natale, indicano che originariamente, secondo la tradizione, qui erano rappresentate figure di angeli o santi (forse inginocchiati), ai due lati del trono.

Restauro: 1973 (Museo Puškin, V.N. Zinov’eva), asportazione della vernice protettiva più recente, scurita e sporca.

È uno dei trittici pieghevoli portatili, diffusisi a Firenze a partire dal secondo quarto del XIV secolo. Generalmente venivano eseguiti per privati, che li commissionavano per le proprie cappelle domestiche. Il trittico pervenne al museo come opera di anonimo fiorentino del terzo quarto del XIV secolo. Lazarev (1959) lo attribuiva a Niccolò di Tommaso; Boskovits e Bellosi (verbalmente, 1974) lo posero in relazione al nome di Andrea Bonaiuti. Tripps (1996) inserì il trittico della collezione del Puškin nel corpus della pittura fiorentina come opera della bottega di Andrea Bonaiuti. Tra le analogie più prossime si può citare il trittico che si trovava in precedenza nella collezione di lord Rothermere a Londra (Tripps 1996, рp. 196-200, tav. XXVII, 1-3). Allo stesso autore appartengono anche due piccoli frammenti di trittico, montati su un unico supporto, con figure a busto dell’Arcangelo e della Vergine Maria (Museo di Capodimonte, Napoli, inv. Q 937). Tripps (1996, рp. 103-104, tav. III, 2-3) li pubblicò come opere dello stesso Andrea Bonaiuti, mentre attribuì alla sua bottega il trittico del Puškin, che pure è pressoché identico per maniera e livello di esecuzione; a nostro parere, queste opere non sono attribuibili ad autori diversi.

Il trittico moscovita non è inferiore alle opere pubblicate con il nome del maestro, sebbene anche una certa partecipazione della bottega alla sua realizzazione sia molto verosimile. A questo proposito colpisce l’affinità del trittico moscovita con un gruppo di opere che Offner riunì sotto il nome convenzionale di Maestro della Madonna Lazzaroni (Boskovits 1975, р. 239, n. 169), un pittore anonimo della cerchia di Andrea Bonaiuti. Opere come l’«Incoronazione di Maria con angeli e santi», della collezione Acton di Firenze, e i frammenti di trittico (scomparti laterali con la Crocifissione, tre santi e l’Annunciazione), in passato nella collezione della New York Historical Society (Boskovits 1975, fig. 415, 416), evidenziano molti elementi in comune con lo stile del trittico del Museo Puškin, pur rappresentando lavori di livello più artigianale.

Secondo Tripps (1996), sostenuto in questa posizione da Boskovits (verbalmente, 1997), la scena del Natale sul pannello centrale è del XV secolo, ma su questo è categoricamente impossibile essere d’accordo. Se esteriormente si ravvisa una lontana somiglianza con lo stile della pittura fiorentina della fine del XV secolo, gli elementi tecnologici ci consentono di datarla alla seconda metà del XIX secolo. Inoltre, la raffigurazione del Natale non ha nessun tipo di legame con il contesto iconografico e artistico del trittico. Un’«ingerenza» di questo tipo sarebbe stata impensabile nel XV secolo, epoca in cui il legame con la tradizione precedente non era ancora stato definitivamente strappato.

Andrea Bonaiuti (Andrea da Firenze), il cui nome viene menzionato nei documenti di Firenze e Pisa, lavorò principalmente a Firenze, dove si trova la sua opera più famosa, gli affreschi della cosiddetta Cappella spagnola, o Sala del capitolo, nella chiesa di Santa Maria Novella. La sua opera evidenzia stretti contatti con i maestri della scuola senese, soprattutto con Ambrogio Lorenzetti e Bartolo di Fredi.

Tripps attribuisce il trittico moscovita agli anni Settanta del XIV secolo; Boskovits (verbalmente, 1997), senza porre in dubbio la paternità dello stesso Andrea Bonaiuti, lo data intorno al 1370.

Provenienza: Nel 1919 è pervenuto dalla coll. Egorov (Mosca) al Museo Rumjancev; dal 1924 si trova al Museo Puškin.

Mostre: 1918 Mosca, cat. n. 119 (Maestro di scuola italiana, XIV secolo).

Bibliografia: Lazarev 1959, p. 295 (Niccolò di Tommaso); Cat. Museo Puškin 1961, p. 88 (Maestro italiano del XIV secolo, scuola fiorentina); Cat. Museo Puškin 1986, p. 179 (Maestro fiorentino della seconda metà del XIV secolo, bottega di Niccolò di Tommaso); Markova 1992, pp. 62-64, ill. (qui e di seguito, Maestro fiorentino della seconda metà del XIV secolo); Cat. Museo Puškin 1995, p. 127, ill.; Tripps 1996, pp. 45-46, 193 n. 4, 201-203, tav. XXVIII-XXVIII (Bottega di Andrea Bonaiuti).

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